Summa (Cgil) su Benessere Equo e Sostenibile.

punti apici 15/04/2016
ore 15:42
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AGR“Dobbiamo recuperare il rapporto con il governo nazionale e colmare quel deficit pesantissimo nella spesa per il Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. C’è un gap importante da colmare dovuto anche allo scotto di una funzione politico istituzionale che sia a livello locale che nazionale è troppo legata al verticalismo della politica e troppo svincolata dai territori”. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa alla tavola rotonda che si è tenuta oggi sulla presentazione del nuovo indicatore del Benessere equo e sostenibile della Provincia di Potenza a cui hanno preso parte, tra gli altri, Salvatore Adduce Presidente ANCI di Basilicata, Nino Falotico segretario generale CISL Basilicata, Carmine Vaccaro segretario generale UIL Basilicata, Michele Somma presidente Confindustria Basilicata, Paolo Laguardia coordinatore Pensiamo Basilicata, Claudia Datena Ufficio scolastico regionale per la Basilicata, MIUR. “In una contesto in cui le spese in conto capitale sono pari al 35% e non al 38% come dovrebbe essere e lontane da quel 41% previsto nei documenti programmatici, l’unico modo per recuperare quel gap è recuperare credibilità sull’uso delle risorse, che indebolisce ogni rivendicazione nei confronti del governo nazionale. Sarebbero queste le cause – continua - di un offuscamento anche delle potenzialità che la Basilicata possiede anche in più rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. E mi riferisco al settore edilizio dell’automotive, alla transizione verso le energie rinnovabili, perché il tema petrolio e ambiente c’è e non si può fare a meno di affrontarlo”. Su questo punto aggiunge: “Il monitoraggio e il controllo sono la premessa per ogni attività industriale impattante e il nostro è un territorio che in questo senso va osservato”. E’ ancora la spesa al centro del ragionamento del segretario generale: “E’ necessario – conclude - che il Mezzogiorno e la Basilicata invertano il modello di sviluppo. I dati ce lo dicono. La Basilicata non è povera nel manifatturiero, dove l’occupazione è in crescita, ma nel settore più portante e competitivo: quello delle infrastrutture sociali, dei servizi, dell’istruzione, dell’Università, su cui invece andrebbero costruite le condizioni che generano benessere e legalità”.

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