Comune Pz: Edifici Macchia Giocoli, Murate interrogazione Pesarini

punti apici 18/11/2015
ore 13:29
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AGR“Quali atti intendano mettere in esecuzione per cercare di prevenire le criticità innanzi riportate e, nel contempo, tenuto conto della valenza sociale della questione, trattandosi di una trentennale vicenda che riguarda l'edilizia cooperativistica, di cercare una bonaria composizione della situazione che faccia salvi anche i diritti dei cittadini fortemente provati in questa dolorosa vicenda,oltre che gli interessi dell'Amministrazione comunale in una situazione, comunque, di non chiarezza legislativa”: questo il corpo dell’interrogazione che il presidente del gruppo misto, il consigliere Antonio Pesarini, ha presentato al Sindaco e al dirigente competente in materia. Il consigliere fa riferimento in premessa “alla delibera consiliare numero 121/2011” con la quale “l'Amministrazione comunale, ritenendosi proprietaria dei suoli su cui sorgono i fabbricati costruiti in località Macchia Giocoli e Murate, dispone di volerli proporre in vendita ai soci assegnatari dei medesimi. Viene considerato – prosegue Pesarini – come lotto da cedere quello riveniente dalla concessione edilizia legittimamente rilasciata per ogni fabbricato. Il valore di mercato a cui si stabilisce di voler cedere i suddetti terreni è stato determinato sulla base dell'importo, seppur aggiornato, fissato dalle sentenze intercorse tra le parti, nonché dal ‘valore dei diritti urbanistici equivalenti, ab origine, al terreno che resterà nella proprietà comunale,trasferiti, in ognuno dei lotti fondiari (.....)ai fini di legittimare la congruità urbanistica’. Altresì, l'Amministrazione ritenendosi proprietaria per accessione anche degli alloggi, dichiara, in difetto di accettazione da parte dei soci assegnatari, di voler procedere ai sensi degli articoli 934 e 936 del codice civile. Con la conseguente determina il Dirigente stabiliva il valore dei terreni da vendere ai soci delle cooperative di Macchia Giocoli e Murate. Ancora che con la medesima determina inscriveva, nella parte ‘Entrata’ del Bilancio comunale, la somma riveniente dalle suddette aree e con successive lettere veniva comunicato il valore da corrispondere da parte di ogni singolo socio e, nel contempo, venivano invitati i medesimi a prendere i preliminari contatti con gli uffici della Unità di Direzione Patrimonio entro 20 giorni dal ricevimento della lettera di cui sopra, restituendo, debitamente firmata, l'allegata scheda per la richiesta di acquisto dell'area sulla quale sono stati realizzati gli immobili detenuti. Nel giudizio amministrativo definito innanzi al Consiglio di Stato con sentenza 1883/2014 non è stata in alcun modo negata l'operatività, nella fattispecie dell'usucapione, ne tantomeno nulla è statuito riguardo all'effettiva operatività dell'accessione e della titolarità dei terreni. La suddetta asserita titolarità ė contraddetta da quanto riportato nella sentenza numero 191/06 della Corte di Appello di Potenza che nega l'operatività dell'accessione invertita e che considera il pagamento del danno riconosciuto in favore proprietari dei terreni come mero risarcimento e non come il prezzo di una vendita, non riconoscendo al suddetto pagamento valore traslativo della proprietà. Giova ricordare, a tal proposito, che il Comune di Potenza ha pagato le suddette somme poiché la citata sentenza numero 191/06 della Corte di Appello di Potenza, passata in giudicato, ha condannato il Comune di Potenza,in via esclusiva, a risarcire i danni cagionati ai proprietari dei terreni, non facendo ricadere alcuna responsabilità sulle cooperative ne tantomeno sui soci”. Concluse le premesse, sempre nella medesima interrogazione il presidente Pesarini “rileva che la delibera consiliare in questione, nella parte in cui dichiara che il Comune in quanto proprietario per accessione anche degli alloggi, in caso di mancato acquisto dei terreni da parte dei soci, procederà ai sensi degli articoli 934 e 936 del codice civile,risulta gravosa per le casse dell'Ente. Nel caso di specie, infatti, l'accessione riguarderebbe le opere fatte dalle cooperative con materiali propri e con la piena conoscenza e con l'esplicito assenso del proprietario dei suoli, cioè il Comune di Potenza, il quale per sua stessa ammissione rilasciava " valide concessioni".
Da ciò deriva che il proprietario del suolo ha senz'altro il diritto di tenersi la costruzione ma, nel contempo, ha il dovere di pagare,a scelta, una somma pari o al costo dell'opera o al maggior valore conseguito dal suolo, con la ovvia ed unica conseguenza che l'Amministrazione comunale dovrebbe immediatamente procedere al pagamento delle somme di cui sopra. L'accessione, infatti, opera di diritto in assenza di alcuna possibilità volitiva da parte del proprietario del fondo, facendo sorgere un credito, in misura tra l'altro da quantificare, nei confronti del Comune di Potenza. Non certamente il contrario. In relazione a quanto innanzi riportato con riguardo alle conseguenze dell'invocata accessione, l'Amministrazione dovrebbe inscrivere alla voce ‘Uscite’ una cifra a scelta tra il valore effettivo degli alloggi e il costo di edificazione degli stessi,complessivamente considerato, salvo ulteriori esborsi necessari. Appare, pertanto, quantomeno discutibile,da un punto di vista della correttezza formale,contabile e giuridica quanto determinato dal Dirigente con l'iscrizione alla voce "Entrate" della somma riguardante la vendita dei terreni. Allo stato, come detto, sulla base dell'impostazione data da questo Comune all'intera vicenda, non vi è alcun diritto di credito dell'Amministrazione comunale con riguardo alla vicenda Macchia Giocoli e Murate, bensì una posizione debitoria nei confronti dei soci assegnatari che potrebbe aprire problematiche in caso di azioni da parte degli stessi con il conseguente probabile interessamento della Corte dei Conti. Un'altra conseguenza dell'impostazione dell'Amministrazione è che la richiesta di acquisto dell'intero lotto di cui alla concessione, comprensivo del" terreno che resterà nella proprietà comunale,trasferiti,in ognuno dei lotti fondiari(.....) ai fini di legittimare la congruità urbanistica" ha carattere di problematicità. Risulta infatti di difficile attuazione il poter,eventualmente, redigere atti di trasferimento di proprietà immobiliare, con riferimento ai beni per i quali questo trasferimento di proprietà in realtà non si concretizzerà poiché rimarranno, per espressa previsione in delibera, nella titolarità dell'Amministrazione alienante. Appare evidente, pertanto, che la suddetta Delibera e la conseguente Determina abbiamo degli elementi alquanto discutibili e comunque forieri di ricadute problematiche per questa Amministrazione” conclude Pesarini.

BAS 05

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