Indotto Eni, turni da 12 a 8 ore. Plaude il sindaco di Viggiano

punti apici 04/11/2015
ore 16:14
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AGR“Apprendo con soddisfazione che diverse aziende dell’indotto Eni hanno accettato la proposta di questa amministrazione comunale di portare i turni giornalieri di lavoro da due a tre, per otto ore ognuno”. Lo afferma, in un comunicato stampa, il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala. “Prendo atto positivamente – aggiunge Cicala - che l'Eni e le aziende costruttivamente hanno accettato la mia proposta, è una sfida lunga, ma di sicuro è ancora un’altra battaglia vinta da questa amministrazione, un successo della politica del fare, del proporre, del concertare e dell’impegno al dialogo e, soprattutto, di un lavoro costante fatto di tante ore giornaliere. Un'amministrazione attenta al territorio e alle sue dinamiche, con risultati concreti che vanno oltre i confini comunali. Un'amministrazione che ha compreso dal primo giorno che le potenzialità di Viggiano devono contribuire a sviluppare e far crescere sotto tutti i punti di vista un intera area territoriale vasta.

Ai criticoni di vecchia data, per fortuna pochi, che non si rassegnano a vedere il cambiamento generazionale all'interno delle Istituzioni e che strumentalizzano temi sensibili per la comunità tutta, solo perché non abbiamo creduto e, quindi, finanziato le loro idee dico che: questa amministrazione risponde con i fatti, mentre loro hanno fatto una vita di chiacchiere, ingenerato finte aspettative e, soprattutto, hanno lasciato debiti alle future generazioni e ancora hanno il coraggio di parlare e di scrivere a sproposito. Rivolgo un ulteriore forte invito alle aziende che ancora non hanno adottato il principio del passaggio dei turni dagli attuali 12 ore a turni di 8 ore giornalieri, affinché al più presto lo adottino così da salvaguardare i livelli occupazionali e, se necessario, per la copertura dei tre turni giornalieri impiegare anche nuovo personale, garantendo non da ultimo e non meno importante, anche la sicurezza sul luogo di lavoro e la salute dei lavoratori stessi. Infatti, riducendo l’orario di lavoro, si assottiglia anche il rischio di errore umano, prevenendo in maniera concreta e fattiva i danni che potrebbero cagionare un impianto così complesso quale il COVA e gli impianti dei pozzi di petrolio.
Resto a disposizione per cercare soluzioni condivise che possano mantenere elevati i tassi di occupazione in un settore importante per il Paese, la Regione Basilicata e la Val d'Agri.

Mi affido sempre alle Istituzioni regionali affinché continuino le loro azioni di “monitoraggio occupazionale” attraverso gli enti preposti al fine di raggiungere gli obiettivi occupazionali e di salute prefissati. Questa – conclude Cicala - è politica occupazionale su questo settore da portare avanti per il bene della Basilicata”.
bas04 

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