Uil Fpl su tagli a servizio sanitario nazionale

punti apici 03/10/2015
ore 11:48
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AGR

AGR"Le notizie diffuse da alcuni quotidiani locali su nuovi tagli alla sanità ci preoccupano molto; una vera e propria macelleria sociale diversamente da quanto garantisce il Ministero del Tesoro.
Non possiamo permettere che per far cassa si punti ancora sulla sanità, ridotta ormai al collasso da una politica dei tagli che ha prodotto come unico risultato una drastica riduzione dei servizi". Lo dichiara in una nota la segreteria regionale della Uil Fpl.
"Si parla di circa 10 miliardi da recuperare nel triennio 2016-2018, mentre a livello Regionale già è in corso il taglio di 10 milioni di € sull’anno 2015. Si prospetta inoltre anche la rinegoziazione dei contratti di appalto in essere di circa il 5%, che genererà, oltre ad una ondata di ricorsi amministrativi, la perdita di posti di lavoro, con un un aumento degli ammortizzatori sociali per sopperire a questi tagli, come già avvenuto in passato, specie in alcuni servizi i cui costi riguardano soprattutto il personale, sia nel settore della sanità che nei settori produttivi ad essa collegati. A ciò potrebbe aggiungersi la decisione del Governo Centrale di un taglio consistente sui farmaci “salvavita”, che nella nostra piccola Regione porterebbe uno sbilanciamento di circa 20 milioni di euro senza considerare i riflessi sconcertanti sugli utenti.
Pochi giorni fa, dopo i dati scoraggianti della Corte dei Conti sugli andamenti della finanza territoriale, la UIL FPL ha lanciato un appello al Governo Renzi: “Si cambi rotta, basta con la politica dei tagli o si prevederà un autunno caldo sul fronte della mobilitazione”.Sarebbe opportuna una seria riflessione interna al sindacato sulle iniziative da adottare,al fine di salvaguardare la sanità ed i tanti posti di lavoro che gravitano intorno a questo settore. Infine un ennesimo appello al Presidente Pittella di istituire una task-force sulla sanità regionale coinvolgendo le OO.SS affinchè si possa far luce sui tanti sprechi che si potrebbero eliminare senza che ricadano come sempre sui cittadini e sui lavoratori della sanità".

BAS 05




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