Moliterno, il 3 il libro "Il buco nella rete" di Mastrangelo

punti apici 01/10/2015
ore 09:21
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AGRDa Matthias Sindelar, il fuoriclasse della magica Austria (Wunderteam) degli anni venti, a Miguel Andreolo,  l'uruguaiano di origini italiane che giocò nel Bologna vincente del presidente Dallara e da allenatore, si trasferì in Lucania; da Moacir Barbosa, il più grande  e sfortunato  portiere della nazionale brasiliana, a Mané Garrincha, il migliore dribblatore di tutti i tempi; da Eduard Streltsov, il fuoriclasse finito nel gulag, a Manlio Scopigno, il filosofo che allenò il Cagliari di Gigi Riva e portò in Sardegna lo scudetto; da Carlos Humberto Caszely, il bomber cileno che rifiutò di dare la mano a Pinochet, a Lollò Cartisano, "la freccia del Sud" che doveva andare alla Juventus ma fece tornò nella sua Calabria dove venne ammazzato dalla 'ndrangheta; dall'irregolare talentuoso Ezio Vendrame a Zichetto, il custode dello stadio di Moliterno che mai si curò rattoppare il buco   della rete e..... Sono alcune storie di  calciatori, allenatori e "forze basse" (come le chiamava il capitano del Napoli Totonno Juliano) raccolte dal giornalista   Mimmo Mastrangelo   nel volume "Il buco nella rete" (Valentina Porfidio Editore). Sono narrazioni di un calcio-altro separato dal  calcio attuale  spettacolarizzato dalle televisioni, malato di corruzione, stritolato dall'arroganza dei procuratori, ridicolizzato dalla banalità degli stessi diretti protagonisti e da cronisti-tifosi che vivono con ossessione la materia trattata. Le narrazioni di Mimmo Mastrangelo seguono una traiettoria  che esalta sì il talento pedatorio, ma intercetta la memoria, la storia, il costume, la poesia (Pablo Neruda), l'aneddotica (l'aneddoto  è tra i registri più suggestivi per raccontare il calcio), la letteratura di Soriano, Galeano, Camus, Pasolini, il giornalismo eclettico  di  Brera, Arpino,  Pastorin.    Nei racconti di Mimmo    Mastrangelo  l'altro calcio altro è "metafora della vita",  passione per una disciplina che non è fatta da sole pedate, è il gusto per  delle storie che assumono tratti epici e venature romantiche,  è  la celebrazione   dell'intelligenza riversata tra i piedi,  è un inchino alla grazia di un dribbling avulso da noiosi schematismi, è un sentimento di affetto per tutti quei giocatori che hanno saputo giocare stupendamente la partita della vita. Scrive in prefazione il giornalista di Avvenire  Massimiliano Castellani: " Per me Mimmo Mastrangelo è semplicemente il "maestro degli angeli". Un dolce lucano innamorato delle storie di cuoio. Un appartenente di diritto alla ristretta ed ormai sempre più rara squadra dei bracconieri di storie".
Il volume di Mastrangelo viene presentato il 3 ottobre  (ore 18.00) Bibliomediateca Giacomo Racioppi di Moliterno. Con l'autore intervengono il sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi, l'editore Valentina Porfidio, l'ex-dirigente scolastico Antonio Coppola, la giornalista Carmen Ielpo e Vito  De Filippo, sottosegretario al Ministero della Salute.

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