Codice Appalti, Confartigianato: valorizzare microimprese

punti apici 19/06/2015
ore 12:15
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AGR“Il Ddl delega di riforma del Codice degli appalti approvato dal Senato va nella direzione sollecitata da Confartigianato per valorizzare il ruolo delle micro e piccole imprese, contribuire a risolvere il grave problema dei ritardi di pagamento, semplificare le norme sulla materia, garantire trasparenza nella filiera degli appalti”.
Questo, in sintesi, il commento espresso da Confartigianato Edilizia e Confartigianato Basilicata, sottolineando,  – afferma il Presidente Antonio Miele  – la necessità di far ripartire gli investimenti in infrastrutture, sbloccando la realizzazione di opere pubbliche a livello locale e modificando le regole del patto di stabilità interno, come si è impegnato a fare il Ministro Delrio nell’incontro a Matera. In particolare, tra le condizioni previste dal Ddl per migliorare l’accesso delle micro e piccole imprese agli appalti, i criteri premiali per valorizzare, negli appalti sotto-soglia, la modalità a ‘chilometro zero’ puntando sulle aziende ‘di prossimità’ rispetto al luogo di esecuzione dei lavori e che si impegnano ad utilizzare manodopera locale.
Altrettanto positiva è giudicata la previsione di misure premiali per quei concessionari che coinvolgano le Pmi negli appalti, così come positivo è il dimensionamento in lotti in modo tale da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro e piccole imprese.
Sul fronte dei pagamenti, Confartigianato apprezza le misure che obbligano la stazione appaltante al pagamento diretto dei subappaltatori in caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o su richiesta del subappaltatore.
Giudizio positivo anche sul ricorso generalizzato al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sull’esclusione del ricorso al solo criterio del massimo ribasso per le gare ad alta intensità di manodopera e sulla riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese in un’ottica di semplificazione.   Confartigianato ricorda che anche in Basilicata il 2014 è stato un altro anno difficile per il settore delle costruzioni . Dobbiamo essere consapevoli – aggiunge Miele - che costruire nuovo, come si è sempre fatto, ormai diventa impossibile. Mentre rinnovare, ristrutturare e razionalizzare, noi pensiamo che sia, e ormai lo abbiamo visto da qualche anno, il lavoro futuro. Certamente questo tipo di processo, o di percorso, deve essere governato in modo diverso, dobbiamo creare tutte quelle strategie, quelle razionalizzazioni, quelle aggregazioni, quel modo di lavorare insieme per obiettivi che dovrà andare a intercettare questo settore delle costruzioni che mentre prima era marginale, oggi sta diventando una fetta, non vorrei dire importante, direi quasi prevalente del mondo delle costruzioni”. In Basilicata – continua  – disponiamo di un patrimonio di edilizia residenziale, popolare e cooperativa che risale agli anni 50-60, tra i più “vecchi” del Paese, ed ha necessità di adeguamenti sia in chiave di risparmio energetico e miglioramento della qualità della vita delle famiglie che in chiave antisismica. Questo aiuterebbe non solo il settore ma tutta l’economia regionale. Nella nostra regione  – dove le imprese artigiane del comparto edile al primo trimestre dell’anno sono 3.597  con 124 “cancellate”  - sulla base del 14esimo censimento Istat, circa 20 mila alloggi sono stati costruiti dopo il 1942 e almeno 120mila prima del 1960 con ben 70 mila in uno “scarso stato di conservazione” che rappresentano un terzo dell’intero patrimonio immobiliare privato, una percentuale tra le più alte in Italia” . Finita l’epoca dei “rappezzi” - sottolinea  Miele - la battaglia delle ristrutturazioni si svolgerà sempre più sul terreno della qualità e dell’offerta di interventi a tutto tondo”.

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