UIL: 65 ANNI DI FUTURO PER I LAVORATORI, IL PAESE, LA BASILICATA

punti apici 05/03/2015
ore 17:35
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AGR

AGR5 marzo 2015: è il 65° compleanno della UIL. Sono trascorsi tanti anni e per un’organizzazione sindacale confederale raggiungere determinati “traguardi” significa la conferma che le idee e l’impegno, dedicato alla costruzione di questa nostra casa, hanno creato un punto di riferimento importante per la storia di tanti lavoratori. A sottolinearlo è la UIL Basilicata (20mila iscritti, più 7% in un anno).
Ci siamo dati un bel compito: riscrivere la Basilicata! Lo facciamo perchè ci assalgono i segni del vuoto strategico nel quale la nostra regione e’ stata confinata. E perchè abbiamo spostato sempre più il livello della nostra capacità di iniziativa sulla necessità di rileggere e riscrivere la Basilicata: per aiutarla a riprendere una sua fisionomia consapevole, una narrazione condivisa e proiettare la sua identità orgogliosa, ma ancora tutta nuova e da disegnare ancora. Dunque lavoriamo giorno per giorno a costruire nuovo sindacato che avverte il rumore burrascoso di un tempo tramontato, consumato e ne percepisce le avvisaglie di uno nuovo che interroga e ti interroga.
La UIL, quindi, resta il soggetto che ha nei lavoratori la propria ragione di essere, portandola come un sigillo nella storia italiana. Nel confronto con gli altri corpi sociali, il sindacato non è il residuo di un’epoca lontana, tanto meno il baluardo della retroguardia difensiva. I partiti politici hanno sempre cercato di rappresentare gli interessi di una parte della società, oppure “del mondo”, arrivando persino a vagheggiare che il cambio del proprio nome potesse incarnare la novità della proposta che si stava attendendo, per far diventare più attraente la visione della società; o addirittura, arrivando a introdurre sfide più grandi di quelle di cui ha bisogno il Paese.
“Siamo un popolo vitale che deve riprendere la strada dello sviluppo recuperando sovranità, riducendo la forbice che allontana i più ricchi dai più poveri, ricreando uno spirito di comunità e di cooperazione solidale. Le parole ispirate di De Rita (Censis) restano per noi – dice il segretario regionale Carmine Vaccaro - una bussola preziosissima: “non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo”.
La nostra ‘piccola regione’ – conclude Vaccaro - ha bisogno di un’aria nuova e di visioni più ampie. Anche partendo da FCA di Melfi, sicuramente ancora una grande opportunità ed un punto fermo degli assetti produttivi regionali; anzi una sorta di vettore strategico per intessere relazioni sovra regionali, poggiando su di una rete possibile di scambio con gli altri ambiti regionali dove insistono altre strutture produttive”.
bas 03

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