Matera, incontro Alpia-viceministro Bubbico

punti apici 10/02/2015
ore 10:39
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AGRTra le iniziative per rappresentare agli Enti istituzionali e ai parlamentari “le gravi difficoltà professionali”,, l’Alpia, l’associazione dei liberi professionisti ingegneri e architetti, costituitasi a  Matera lo scorso ottobre, ha incontrato il viceministro Filippo Bubbico.
Al rappresentante del governo, l’associazione ha ribadito ed approfondito le problematiche delal categoria consegnando “un promemoria con la proposta di emendamenti e correttivi che, ci si augura, possano essere presi in considerazione – spiega l’Alpia in un comunicato stampa - sia dal Governo che dal Parlamento, atteso che dovrebbe essere stata attivata nelle commissioni parlamentari la discussione della “Legge di riforma del Codice degli Appalti”. E’ evidente che il nodo da sciogliere, per creare opportunità di lavoro nel campo delle commesse pubbliche, è quello, soprattutto, dell’incentivo del 2 per cento”  di cui “l’Associazione non chiede l’abolizione, bensì il mantenimento finalizzato però proprio al raggiungimento degli obiettivi che sono alla base delle opere pubbliche e cioè: “l’efficienza e l’efficacia”. Queste – si legge ancora nel comunicato - si raggiungono con una programmazione seria, progetti preliminari puntuali, e con una vigilanza costante e tempestiva sull’iter approvativo ed esecutivo delle opere pubbliche. Tutte mansioni, obbligatoriamente, in capo ai Tecnici dipendenti. Non dimenticando, per le pubbliche Amministrazioni, di garantire l’efficienza e la tempestività sugli ordinari compiti di istituto. Si è colta l’occasione per rappresentare anche i problemi delle tariffe giudiziarie non aggiornate da ben 12 anni e che hanno, ancora oggi, un importo perlomeno indecoroso, pari ad appena €. 4,075 ad ora”.
“Il viceministro Bubbico – riferisce l’Alpia -  ha assicurato il suo impegno a sensibilizzare il Governo su questi problemi cogliendo e condividendo, tra l’altro, come la conseguenza di questo sistema - che esclude di fatto i Liberi Professionisti dagli incarichi pubblici ovvero, nel caso si riesca ad ottenere un incarico, il perverso meccanismo dei ribassi sugli onorari e sui tempi di progettazione - porti inevitabilmente ad un evidente scadimento della qualità progettuale ed anche realizzativa delle opere pubbliche”.

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