Csail: 18 progetti già pronti per trivellare la Basilicata

punti apici 08/09/2014
ore 17:25
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AGR“Non è casuale che su circa 40 istanze di ricerche di idrocarburi in terraferma che il Mise considera “pronti” vale a dire che hanno già superato l’iter di valutazione ambientale ben 18 riguardano il territorio della Basilicata”. E’ quanto dice Filippo Massaro (Csail). “Li hanno proposti – aggiunge - decine di petrolieri. Italiani e stranieri, rodati ed emergenti. Ai giganti Eni (che fa l’80% della produzione) e Shell, Total, Edison, Enel, si aggiungono volti meno noti al pubblico.  Si chiamano Stefano Cao (Exploenergy, Italia) e Davide Usberti (Gas Plus, Italia), Peter Shiner (Petroceltic, Irlanda) e Luca Madeddu (Appenine Energy, Gran Bretagna), Michael Masterman (Po Valley, Australia) e Sergio Morandi (Medoilgas, Gran Bretagna). Ma sono in pista da poco anche i giapponesi della Mitsui, partner di Shell e Total nel progetto Tempa Rossa (Puglia-Basilicata). Innesto significativo dopo l’uscita dall’Italia, anni fa, della Exxon. Fra i potenziali investitori, fonti segnalano poi megafondi di private equitycome Warburg Pincus, Cvc, Riverstone, Kkr".
“Per questo i “ quattro comitatini” definiti da Renzi  - dice ancora Massaro - si organizzano per le barricate in caso di “forsennata”  invasione del territorio lucano da parte delle compagnie petrolifere saccheggiatrici . Le azioni di difesa del territorio lucano come avvenne per Scanzano  certamente verranno raddoppiate senza tregua. Abbiamo tollerato da oltre quindici anni il mancato contatore di controllo della quantità di greggio estratto al centro oli di Viggiano. Non sottovalutiamo che la produzione è sempre quantificata dall’Eni e semplicemente avallata dagli organismi statali.   I quattro “comitatini”  dimostreranno  che l’arroganza e le promesse fasulle dei politici non avranno spazio”.
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