Caccia di selezione al cinghiale: precisazioni del Dip. Ambiente

punti apici 21/08/2014
ore 13:01

“Le Regioni possono decidere le forme del prelievo in autonomia”

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AGR“Sulla caccia di selezione al cinghiale, decisa dalla Regione Basilicata nel Calendario Venatorio, perdurano equivoci e confusioni. Per evitarli, l’Osservatorio regionale degli habitat e delle popolazioni faunistiche del dipartimento Ambiente cerca – con le seguenti precisazioni - di mettere un punto fermo”.
Il dirigente dell’Ufficio parchi, biodiversità e tutela della natura, Francesco Ricciardi, innanzitutto fa chiarezza sulle definizioni: “La caccia di selezione al cinghiale consiste nel prelievo venatorio esercitato da operatori, esperti nel censimento e nel prelievo di ungulati, formati con un corso tenuto in applicazione delle linee guida Ispra”.
“Per quanto concerne gli ungulati – spiega Ricciardi – lo Stato permette alle Regioni di determinare in autonomia le modalità di esercitare il prelievo in modo selettivo o organizzato e di normare le attività, anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui alla legge 11 febbraio 1992, n. 157. Con il calendario venatorio 2014/2015, la Regione Basilicata ha introdotto (vedi art. 4) la caccia di selezione al cinghiale, per un periodo limitato”.
“Il parere favorevole dell’Ispra rilasciato l’11/6 – prosegue – ha condiviso in pieno la corretta previsione per la caccia di selezione al cinghiale”.
L’articolo 4 indica, infatti, in modo dettagliato i tempi e le giornate di prelievo, la tecnica utilizzata (alla cerca e all’aspetto) in un raggio di 150 metri dal punto di prelievo individuato e mappato ai sensi del disciplinare in una delle zone di tipo A (punti con maggiore concentrazione di danno), di tipo B (aree limitrofe alle aree naturali protette), di tipo C (punti di censimento e vicinanza ad appezzamenti con colture di pregio da salvaguardare), tipo di arma da utilizzare corredata di ottica di puntamento, il numero e la classe di età degli esemplari da prelevare.
L’esecuzione degli adempimenti è stata poi demandata agli Ambiti territoriali di caccia, consentendo il differimento del termine di inizio delle operazioni fino al 1° settembre 2014.
“In questo modo – conclude Ricciardi – intendiamo sensibilizzare il mondo venatorio tutto, associazioni e istituzioni nel formare ulteriori professionalità sempre più specifiche nel campo del prelievo controllato o di selezione e dei servizi”.

BAS 05


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