Simonetti (Cseres) Consorzi :“riforma” per prolungare i commissar

punti apici 21/03/2014
ore 19:04
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AGR

AGR“I Consorzi Industriali sono commissariati da circa sette anni. Un vero record. La legge di riassetto approvata nel 2010 prevedeva una gestione commissariali di un anno! L’indebitamento degli Enti corre verso i 100 milioni per evidenti sfasature tra i ricavi e le spese di gestione. I Commissari attualmente non svolgono la loro funzione a tempo pieno ,abbiamo anche un dirigente di Ente Regionale operativo ,contemporaneamente retribuito come commissario , che siede anche in un CdA . Le azioni di risanamento sono rimaste sulla carta, a partire dai mutui che dovevano essere stipulati dall’Asi di Potenza per 15 milioni di euro e della gara di appalto per la gestione dei servizi e dei rifiuti, aggiudicata in maniera definitiva a marzo dello scorso anno e non ancora contrattualizzata. L ’Ati assegnataria e’ in attesa della” revisione” dell’Aia da parte della Regione Basilicata! Il Consorzio puntava a generare un reddito di oltre 5milioni anno per coprire i costi di gestione a fronte degli attuali ricavi di 1,4 milioni .Tutto e’ fermo da quasi un anno. In parallelo continua il mercato dei fitti e dei passaggi di proprieta’ degli immobili mentre un centinaio di capannoni sono inutilizzati in tutta la Basilicata. Si sviluppano attivita’ di presa d’atto del mercato immobiliare nelle aree industriali . In questi giorni, nell’ambito delle iniziative messe in atto dalla nuova Giunta Regionale, si confrontano varie bozze per la riforma di alcuni enti regionali: si parla di un Consorzio di Bonifica , di una Ater, della ristrutturazione di Basilicata Sviluppo, di una Societa’ energetica e di una Agenzia unica per trasporti. Circola una bozza di DDL che mantiene in vita quelli di Potenza e Matera. Gli estensori della bozza pensano di fare diversamente .Perche ? L’articolato messo a punto ,un vero esempio di rammendo di vari testi, non tiene in conto di una sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato norme precise, prevede il prolungamento di almeno un anno, salvo ulteriori proroghe, degli attuali commissariamenti. Si propone l’innalzamento delle indennita’ dal 70% all’80% del compenso dei direttori generali dei dipartimenti regionali, per prossimi amministratori che, in sede di” prima applicazione delle norme,” saranno nominati entro un anno dall’entrata in vigore della nuova legge. Cosa succedera’ nella citta’ del ” potere del cemento” ’ a fronte della scadenza di regolamenti urbanistici e il cambiamento d’ uso di immobili e aree dismesse con cubature modificate senza il pagamento degli oneri di urbanizzazione(quindi un doppio trattamento sul territorio)? I Commissari dovranno adeguare gli Statuti consortili entro pochi mesi dall’entrata in vigore della nuova legge, inoltre la Giunta Regionale entro sei mesi dovrebbe approvare i Piani di Risanamento per 10 misure di intervento non attuati in questi anni . Se tali termini non verranno rispettati si “potra’” adottare un piano stralcio! In ogni caso il Piano di Risanamento, quello completo, dovra’ intervenire entro 2 anni dall’approvazione della legge. E' prevista la riduzione degli organici: ”uno o due” funzionari in comando presso la Regione”, gli altri verso le Amministrazioni provinciali o presso i gestori dei servizi. La copertura della legge, oltre ad altre entrate, e’ assicurata almeno da un importo annuo di 2 milioni (la meta’ di quanto si pensa di incassare con l’ipotesi di aumento dell’Irpef regionale) per la durata massima di 10 annui, venti milioni salvo aumenti. L’articolato prevede anche altri interventi, in realta’ fissati nella legge vigente e non attuati per la riperimetrazione delle aree, interventi urbanistici e un PIANO quinquennale di sviluppo industriale, da aggiornare ogni due anni, entro 180 giorni dall’approvazione della legge, sempre in regime commissariale straordinaria ora diventata ordinaria . Quando arriveranno gli Amministratori Unici troveranno tutto il “saper fare “della gestione straordinaria! Nel testo sono previste anche norme utili e positive sul diritto di prelazione di aree e immobili, di riacquisto e riuso, cose importanti gia’ previste nella legge in vigore e nei regolamenti dei Consorzi e non applicate nonostante la previsione legislativa in capo all’articolo 63 della legge 448/1998 che permette di riacquistare aree e stabilimenti non utilizzati o con cessata attivita’, (comprese quelle in regime di fallimento) a prezzi decurtati dai contributi pubblici assegnati a suo tempo e utilizzando anche i mutui della Cassa Depositi e Prestiti. Immaginiamo cosa si poteva in tante aziende inutilizzate. Forse il recupero di una amministrazione collegiale ,riducendo i compensi, secondo la norma nazionale, riporterebbe la gestione della cosa pubblica nell’alveo di un maggiore controllo democratico. I gruppi dominanti, schermati da una selva di dirigenti, consulenze e articolazioni hanno prodotto la situazione attualmente oggetto dell’annunciato impegno di cambiamento della nuova amministrazione . E’ necessario cambiare evitando di perpetuare poteri propri del cesarismo. Che senso avrebbe dotarsi di una” nuova riforma” per poi farla gestire dai soliti noti? la Regione ripiana e finanzia” perchè non approfittarne?. Anche a Matera capita lo stesso. Si vuole cambiare veramente? La soluzione concreta: attuare finalmente la Legge Regionale 18, riducendo a tre i componenti del CdA e il collegio sindacale con un unico Consorzio industriale e la gestione condominiale degli agglomerati da parte delle imprese allocate per la gestione dei servizi e dei costi chiamando veri manager e – non professionisti della desertificazione industriale e della violazione normativa - alla guida e alla gestione dell’Ente”.
bas 03

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