Petrolio, Latronico (Pdl) su moratoria e Memorandum

punti apici 08/06/2013
ore 17:01
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BAS“All'indomani della bocciatura della Consulta della moratoria sulle estrazioni di petrolio assunta nei mesi scorsi dal Consiglio Regionale di Basilicata credo valga la pena ribadire le nostre posizioni, rimaste immutate da allora”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Pdl), capogruppo in Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera. “Innanzitutto una domanda di fondo. Quanto giova ai lucani, al di la di ogni disputa costituzionale sulla titolarità delle competenze in materia di concessione di permessi di ricerca mineraria, aprire un conflitto con il governo centrale piuttosto che chiedere la realizzazione di un accordo condiviso in materia energetica, a partire dall'adozione del decreto interministeriale di attuazione del previsioni dell'art.16 del decreto legge sulle liberalizzazioni, che andava emanato ormai da quasi un anno, per ottenere alla Basilicata risorse fiscali legate alle estrazioni petrolifere per finanziare un fondo per lo sviluppo delle infrastrutture e delle attività produttive e per la valorizzazione ambientale? Dopo aver siglato, sempre con il concorso ed il sostegno dei parlamentari, con il governo Berlusconi un “Memorandum” che rivedeva ed attualizzava in maniera anche critica i due accordi di programma siglati con il governo e con le compagnie a partire dal 1998, rimettendo al centro la questione dello sviluppo e della tutela ambientale della Basilicata, è conveniente mollare la presa e rinunciare a negoziare un nuovo accordo organico e di alto profilo con il Governo e le compagnie?”.
“La Basilicata che nel 2011 ha prodotto 1,17 miliardi di mc di gas naturale, 3,73 milioni di tonnellate di petrolio, il 71 % di quanto è stato estratto in Italia, che ha incassato 32 milioni per il bonus carburante,19 milioni per le royalties ai Comuni e 100,4 milioni di euro assegnati direttamente alla Regione, - aggiunge Latronico - continua a chiedere il riconoscimento dello status di hub energetico di Italia e d’Europa pur in un quadro di rigorosa tutela ambientale o si concede alla scorciatoie ideologiche che negano lo sfruttamento delle risorse, anche quelle minerarie?”

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