Viti: rompere indugi e aprire confronto su futuro regione

punti apici 08/06/2013
ore 16:13
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BAS

BASDichiarazione di Vincenzo Viti, già assessore e consigliere della Regione Basilicata:

“credo che la messa in liquidazione di un’intera classe dirigente regionale (mi riferisco agli effetti politici che hanno sullo sfondo un’azione penale che troverà luoghi e tempi per essere commentata nel suo svolgimento) meriti una riflessione più alta di quel che non appaia dalle gazzette.
A partire da chi, come me, ma anche come De Filippo, ha avvertito l’urgenza di rassegnare le dimissioni (io l’ho fatto sia da Assessore che da Consigliere regionale per un atto di lealtà verso la Istituzione, nonché di moralità e di coerenza verso una lunga storia politica e che non ha certamente da rimproverarsi appropriazione a fini privati di risorse pubbliche) ognuno dovrebbe avvertire il dovere di chiedersi cosa fare per impedire una deriva così drammatica. Per contrastare il pericolo di una Regione che rischia di essere “agita” da interessi esterni forti e mirati al controllo delle risorse strategiche e a divenire deposito, pura espressione geografica, territorio aperto a tutte le incursioni predatorie.
Pur se comprendo il disagio di gran parte delle forze politiche, credo che sia utile approfondire seriamente non solo la natura dei fatti che sono emersi a carico dei Consiglieri regionali, ma anche la ragione della labilità dei controlli e della genericità delle norme a suo tempo poste a presidio della spesa dei Consiglieri regionali e dei Gruppi.
Ma, a parte la interlocuzione tentata dall’ultima Presidenza del Consiglio regionale, il silenzio e il senso di resa che lo accompagna, l’idea che essi nascano da diffuse complicità o indulgenze non possono né condividersi né continuare. La politica ha doveri non declinabili e deve riprendere con coraggio, perfino con temerarietà, una iniziativa che ponga il tema di come sarà possibile da novembre in poi governare una regione come la nostra che appare insieme fragile e ferita eppure consapevole del mare inquieto sul quale si affaccia.
Soprattutto il PD deve avvertire la responsabilità di una proposta che dall’analisi serena su quel che è accaduto, sappia cogliere l’obiettivo di prospettare una credibile risalita dal punto di caduta. Risalita che vuol dire innanzitutto ripartenza dai grandi temi del rapporto economia-società, potere-rappresentanza e dalla definizione di un modello di sviluppo che trasformi i fattori di crisi in nuove condivise opportunità. Questo è il tema vero che deve combinarsi virtuosamente con l’idea che l’emergenza non possa e non debba costituire l’occasione per rivendicare da chicchessia candidature costruite su appartenenze chiassose, in luogo che per costruire un percorso ragionato e condiviso verso forme di rinnovamento che combinino qualità, misura ed esperienza riconosciuta.
Di tutto avrebbe bisogno la comunità regionale fuorchè di inseguire spregiudicati nuovismi così come di replicare storie e vissuti per quanto collaudati.
Sarà questo il tema di una aperta, trasparente iniziativa che è giusto parta dai territori, alla quale intendiamo concorrere nei prossimi giorni. Sarà l’occasione per verificare le capacità di tenuta e di sopravvivenza del PD in un momento così delicato”.

BAS 05

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